Mentre il governo è impegnato nelle nomine dei consigli di amministrazione delle grandi aziende a capitale pubblico, in Enel, dove si va verso la riconferma del management in carica, le lavoratrici ed i lavoratori operanti in appalto sulle attività di back office e quality sono in sciopero per difendere il loro futuro. Percentuali mediamente oltre l’80%, con punte del 100% a Reggio Calabria, Sulmona e Campobasso, lo sciopero odierno ha dato un chiaro segnale, contro la scelta di Enel di far ricadere sulle lavoratrici ed i lavoratori il prezzo della automazione. Diversi presidi nei territori coinvolti davanti le sedi Enel, compreso il sit-in simbolico messo in campo dalle Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil innanzi la direzione generale a Roma.
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